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23.5.22

LA DANZA DEI FENICOTTERI

 21-22.05.2022 TORRE COLIMENA - MANDURIA (TA)

Torre Colimena Salina dei Monaci Manduria Taranto Puglia


Il nostro van “Odisseo” oggi compie due mesi e cinquemiladuecento chilometri. Lo festeggiamo in un angolo di natura incontaminata che si trova nel territorio di Manduria, immersi in una suggestiva ed emozionante macchia mediterranea che sa di ginestra spinosa, lentisco, mirto e criso che tuffano il loro verde acceso in un mare cristallino da un lato e nella lucente salina dall’altro.

Fra le dune sabbiose, al tramonto, planano con un’elegante danza i fenicotteri rosa che popolano questi mille ettari di riserva naturale. Tra gru, cigni, germani reali, oche selvatiche, aironi e martin pescatore, svetta alta la torre Colimena, voluta da Carlo V a difesa della penisola salentina dalle incursioni turche. Seduti all’ombra della sua monumentale scala d’accesso a tre arcate, ci godiamo la vista che spazia lontano verso l’orizzonte.

Torre Colimena Salina dei Monaci Manduria Taranto Puglia


Sul lungomare si alternano ristorantini di pesce a piccoli alimentari di paese, negozietti di articoli per il mare, pescherie e fruttivendoli con le cassette di verdura in bella mostra sul marciapiede. E’ tutto un gran vociare in un dialetto molto musicale a tratti incomprensibile. La stagione estiva è alle porte e tutti sembrano già pronti. Entriamo nella pescheria del ristorante “La Zattera” e il banco del pesce fresco ci fa venire l’acquolina in bocca. Questa sera sarà lo chef Pompilio a prepararci la cena. Seduti al nostro tavolo vista mare, l’aria che si respira è quella di una taverna spartana molto alla mano: cataste di piatti vuoti sul tavolo pronti ad accogliere i gusci dei frutti di mare, contenitori zeppi di tovaglioli di carta per levar via alla meglio l’unto del pesce mangiato con le mani, cestini di plastica pieni di fette di pane casereccio. Qui sicuramente il galateo e la cortesia non la fanno da padrona, ma in compenso il cibo è ottimo. Mi tuffo nel mio piatto di Crìtimi (finocchio marino) ed è subito magia. Questa particolare specie vegetale che invade gli scogli lungo la costa, cresce letteralmente fra la terra e il mare e il sapore delle sue foglie carnose è una vera prelibatezza. Con un buon bicchiere di vino bianco brindiamo al nostro Odisseo, prima di andare a dormire cullati dal rumore delle onde del mare e invasi dal chiarore delle stelle che entra prepotente dalle finestre del van.

Torre Colimena Salina dei Monaci Manduria Taranto Puglia


Il buongiorno preannuncia temperature estive ben al di sopra dei 30 gradi. Lo scirocco infuocato invita ad un bagno rinfrescante. I bambini giocano a palla sull’immensa spiaggia di sabbia finissima che, alle 9:00, è ancora tutta solo ed esclusivamente per loro.

La mattina scorre lenta e serafica, con gli aironi e i gabbiani che, di tanto in tanto, volteggiano eleganti sulle nostre teste. Su e giù per le dune raccogliamo un pò di erba di mare (è con questo nome che in Salento è conosciuto il finocchio marino) . Una volta in camper la sbollenteremo in acqua e aceto e la conserveremo con l’aggiunta di olio d’oliva, sale e foglie di menta. Per tutta l’estate avremo i nostri Crìtimi da aggiungere per insaporire le friselle salentine ovunque saremo.

A mezzogiorno, il sole a picco sulle nostre teste ci sta per cuocere e l’unica alternativa è quella di tornare al van. Troviamo il parcheggio allegramente vivo e pieno; di camper ce ne sono sette oltre al nostro.  Pranziamo fra i papaveri e le margherite gialle, con l’azzurro intenso del mare e il celeste pastello del cielo a farci compagnia.

Area sosta camper Torre Colimena Salina dei Monaci Manduria Taranto Puglia



30.4.22

Salento vista mare

Dopo il quinto weekend di seguito a bordo di Odisseo, avevamo pensato di fermarci un attimo ed utilizzare finalmente un sabato e una domenica per riprendere le redini della nostra casa. Ma probabilmente ormai la nostra casa è su ruote e i 300 metri quadri di cemento e mattoni dove abbiamo la residenza non sono null'altro se non uno spazioso rimessaggio per le nostre vite in sosta. E, visto che la sosta per noi non è granché appagante, eccoci di nuovo qui, negli amatissimi 12 metri quadri che, per l'occasione, regalano una splendida vista mare. 
Non è importante il numero di chilometri percorsi, né il tempo trascorso: la vacanza è un'emozione e un van la rende sempre "a portata di ruote"!

24.4.22

I riti della settimana Santa fra Puglia e Basilicata

 14.04.2022 ATELLA (PZ)

Via Crucis Atella Potenza Basilicata

Probabilmente, per questo viaggio, abbiamo scelto il percorso meno agevole ma alla fine, dopo 310 chilometri, siamo comunque arrivati ad Atella in tempo per la Via Crucis. La Basentana (E847) è un cantiere stradale da talmente tanto tempo che ormai sull'asfalto cresce l'erba! A 500 metri di altitudine, nel cuore della Valle di Vitalba, troviamo un paesino semplice, in cui la gente ci accoglie col sorriso caloroso di chi non è abituato a ricevere molte visite forestiere. 

Poco più di 3500 abitanti e una tradizione culturale grande, che affonda le radici in un passato fatto di profondi sentimenti religiosi.

Alle 15:45 siamo già nella piazzetta di fronte al Duomo; abbiamo i nostri agognati quattro posti in prima fila. Arrivano Ponzio Pilato, Barabba, Gesù e decine e decine di altri uomini e donne in abiti d’epoca.

Dalla ricostruzione del giudizio di Pilato alla figura del "Cireneo" che aiutò il Cristo a portare la croce, dalle cadute di Gesù con la croce lungo il tragitto verso il Calvario, fino alla crocifissione, ci spostiamo nello scenario suggestivo delle piazze, delle strade e delle viuzze del centro storico della cittadina per seguire una Via Crucis di vera Passione come non me avevamo mai viste prima.

E, fra una scena e l’altra, non perdiamo l’occasione di conoscere i volontari della Pro Loco Vitalba che organizza la manifestazione, alcuni dei partecipanti e, non per ultimo, il Sindaco che è felice di apprendere che siamo venuti da così lontano solo per partecipare con loro a questo toccante giovedì Santo.


E’ ormai sera quando torniamo al van e ci dirigiamo verso Troia. Dalla Basilicata alla Puglia, dalla provincia di Potenza a quella di Foggia, per assistere, domani mattina alla processione delle catene.


Nell’area camper comunale incontriamo mia madre e il suo compagno, anche loro qui incuriositi dai tradizionali riti della Pasqua. Ci guardiamo in faccia alla ricerca di un generoso volontario che prepari la cena per tutti e decidiamo immediatamente di andare in pizzeria! 

Al “Borgo Antico”, nel cuore del centro storico, le pizze si sono rivelate ottime, i sorrisi e i dolci… offerti. Un benvenuto degno di nota!


(Parcheggio gratuito giorno e notte ad Atella senza servizi in Via Annunziata, 56)


15.04.2022 TROIA (FG)


Processione delle catene Troia

Addormentati dal verso del barbagianni e svegliati dal cinguettio dei passerotti, siamo pronti a prendere parte a questo rito pasquale molto molto particolare. I cinque personaggi incappucciati, scalzi e con delle pesanti catene legate ai piedi escono dalla chiesa sul corso principale, prendono in spalla ognuno una pesante croce in legno e si avviano per un emozionante percorso penitenziale che li porta a visitare i sepolcri allestiti nelle diverse chiese del paese. Cinque personaggi, ognuno dei quali rappresenta uno dei cinque misteri dolorosi, si trascinano in un contesto suggestivo ed estremamente emozionante che ripropone il cammino del Calvario, accompagnati solo dal rumore inquietante delle pesanti catene che scorrono sul lastricato delle strade. Non ci sono preghiere, non ci sono canti, non ci sono lamenti, solo il rumore delle catene con cui ancora oggi gli uomini rendono schiavi i propri fratelli. Una processione lenta che invoca libertà e che ci ricorda che Caino non è morto.

Trascorriamo l’intero pomeriggio nell’area camper, il luogo ideale dove tessere nuove amicizie, bere qualcosa in compagnia e raccontarsi viaggi e avventure. Da qualche decina di minuti si discuteva della necessità per alcuni di noi di fare una capatina al supermercato prima di Pasqua, ma nessuno sembrava interessato ad alzarsi dalla sedia né ad appoggiare il bicchiere di nespolino sul tavolo.

E se Maometto non va alla montagna… il contadino con la sua ape carica di frutta e verdura arriva strombazzando nell’area camper dai suoi “Maometto”. Oggi il supermercato è venuto da noi! Sono già le 6 del pomeriggio e noi siamo ancora qui, col contadino, con la sua bottiglia di moscato e con due chili di fave fresche sul tavolino. 


Alle 20:00 parte un’altra processione. Diciamo che ci stiamo prendendo gusto. Da non credenti e non praticanti, passeremo alla storia come quelli che son riusciti a seguire con immenso trasporto tre lunghi eventi religiosi in meno di 36 ore!

Con largo anticipo andiamo a visitare qualche chiesa che ospita le diverse Congreghe; son tutti intenti a prepararsi e ad indossare gli abiti di rito e ci accolgono calorosamente vogliosi di tessere le lodi della Congrega di appartenenza. Scoviamo una o due piccole chiese che prima d’oggi avevamo sempre incontrato chiuse, ma che varrebbe davvero la pena di visitare. Alle otto in punto siamo in Piazza Cattedrale per la processione dei Misteri. Davanti a noi son pronte le 5 statue: la Cattura, la Coronazione di spine, la Flagellazione, la Prima Caduta e il Calvario.

La processione, lunga e carica di mestizia, è chiusa dalle “Catene”, vestite di viola e a volto scoperto.


(Area sosta camper comunale gratuita con servizi ed energia elettrica a Troia in Via Sant'Antonio, 62)


16.04.2022 CASTELLUCCIO DI VALMAGGIORE (FG)

Castelluccio di Valmaggiore Foggia


Cascate del Freddo
Sveglia e via. Abbiamo un giorno e mezzo “libero” prima della prossima processione. Arriviamo a Castelluccio Valmaggiore di buon ora e cominciamo subito a fare amicizia con la gente del posto. Usciamo dalla falegnameria con tre salametti fatti in casa dalla moglie del falegname. Vaghiamo senza meta per i vicoli e ci fermiamo a chiacchierare con ogni essere vivente dotato di parola. Scopriamo la storia di un paesino di poco più di 1000 abitanti segnato dall’emigrazione, dall’abbandono delle terre e dalle frane. Ci innamoriamo di ogni stradina e di ogni scorcio sull'ampia
valle concava in cui scorre il Celone. A pranzo, nell’ampio parcheggio in Piazza Libertà, siamo tre famiglie di camperisti. Splende il sole e la temperatura è gradevolissima; in 5 minuti siamo già in assetto da pic nic. Lo so che non si fa, ma la situazione è perfetta: vigilia di Pasqua, parcheggio enorme e deserto, quiete assoluta. Sui tavoli troneggiano una splendida minestra di macco di fave tipica siciliana e qualche chilo di fave (acquistate ieri dal fruttivendolo itinerante di Troia) con un bel pezzo di pecorino romano. 

Caseificio Castelluccio di Valmaggiore Foggia Puglia

Dopo pranzo c’è davvero tanto da digerire e da smaltire, quindi ci incamminiamo a piedi tutti insieme lungo la provinciale in direzione di Faeto. Dopo circa un chilometro e mezzo raggiungiamo le cascate del torrente Freddo che, nel territorio di Castelluccio, attraversa un rigoglioso bosco ricco di fauna. Ne approfittiamo per una breve sosta e per immergere nelle fredde acque i piedi già stanchi, prima di riprendere il cammino in direzione di Faeto. Dopo poco più di cinquecento metri percorsi sul ciglio della provinciale ci imbattiamo in un piccolo caseificio con annessa stalla. La proprietaria non esita ad invitarci ad entrare e noi, che a quanto pare abbiamo già digerito il pranzo, non ci facciamo certo pregare. Fra un assaggio di ricotta ancora calda, una fettina di caciocavallo, due tarallini e un bicchiere di vino, scorrono i minuti e si intrecciano i discorsi. Alle 6 del pomeriggio decidiamo che ormai non si proseguirà più con la camminata: si rientra alla base. Dopo l’abbondante merenda, si torna ai camper a preparare la cena, ma non prima di una sosta al bar. Questa mattina avevamo promesso al falegname che saremmo tornati per offrirgli un caffè.


(Parcheggio gratuito senza servizi a Castelluccio di Valmaggiore in Piazza Libertà)


17.04.2022 CELLE DI SAN VITO (FG) - FAETO (FG)

Celle di San Vito Foggia Puglia

Oggi la sveglia è dolce. Sa di uova di cioccolato e di agnellini di pasta di mandorla. Si beve il latte munto ieri sera nel caseificio che abbiamo visitato. La passeggiata mattutina scegliamo di farla fra i vicoli dei due soli comuni francoprovenzali di Puglia, Celle di San Vito e Faeto.

Il vento ci taglia la faccia e il sole è nascosto da grossi nuvoloni grigi. Arriviamo a Cèlles de Sant Uite e scopriamo che di abitanti ad oggi ne conta meno di cento. E’ di gran lunga il comune meno popolato dell’intera regione e si sviluppa praticamente tutto su un’unica stradina che parte dall’antica croce francoprovenzale e termina al castello che si affaccia sull’ampia vallata. In giro non c’è nessuno, solo noi e il vento freddo. Solo poco prima di andar via ci rendiamo conto che non si trattava di un paese deserto, ma bensì di una comunità unita che, in occasione della messa pasquale, si era spostata in massa nell’unica chiesa del paese. Dopo un’oretta ci spostiamo a Faìt, che di abitanti ne conta circa 600 ed è il secondo comune più elevato della Puglia con i suoi 820 metri di altitudine. Il vento freddo diventa quasi insopportabile e dopo una breve visita del paesino e una sosta al bar per un caffè caldo, ci spostiamo subito al ristorante dove abbiamo prenotato il pranzo pasquale.


Faeto Foggia Puglia

Alla locanda “Casa mia”, ci accolgono come se fossimo in famiglia. Ci ritroviamo in 10 commensali dagli otto ai settant’anni e non ci alziamo da tavola se non a pomeriggio inoltrato, satolli di prelibatezze ben annaffiate da un divino Montepulciano. Ad aiutarci a smaltire il lauto pasto ci penserà la “Processione del Bacio”, a Troia… sempre che riusciamo ad arrivarci in tempo.

I compagni di viaggio ci avevano sconsigliato la via più breve da Faeto a Troia, spingendoci a fare dietrofront e a ripercorrere la provinciale 133 passando nuovamente da Castelluccio. Imperterriti decidiamo per l’avventura. In fondo noi abbiamo il nostro “Odisseo”, siamo su un van, mica su un mansardato di 7 metri!

Ma si sa, chi lascia la strada vecchia per la strada nuova, sa cosa lascia e non sa cosa trova! L’avventura sulla via francigena è sicuramente un piacere per gli occhi, con lo sguardo che si perde su un panorama verde che sembra infinito, ma il fondo stradale è quello tipico della strada interpoderale su cui non passa mai anima viva se non il contadino che si reca al lavoro nei campi o il pellegrino che la percorre a piedi con lo zaino in spalla. I tornanti ci tengono compagnia per più di 20 chilometri su un “poco più che sentiero” mal asfaltato, senza strisce bianche a delimitare l’unica corsia e senza alcun tipo di protezione in curva. Diciamo che, seppur non credenti né praticanti, ci raccomandiamo l’anima al Signore… non si sa mai! Arriviamo all’area sosta camper di Troia giusto in tempo per riunirci al gruppo. Ci sono già tanti camper posteggiati e noi ci ritagliamo un piccolo angolino defilato (in fondo siamo su un van, mica su un mansardato di 7 metri!). Unico intoppo: 15 metri di cavo elettrico più una prolunga di altri 10 metri, non ci bastano per raggiungere la colonnina elettrica più vicina. Pazienza. La batteria dei servizi è quasi del tutto carica e, anche se le nuvole hanno messo fuori gioco il nostro pannello solare, per le prossime 24 ore non dovremmo avere problemi di energia. Ci abbigliamo come se oggi fosse Natale e non Pasqua e sfidiamo i 4 gradi e il vento di tramontana per dirigerci verso il centro storico.


La statua della Madonna parte dalla chiesa di San Domenico, mentre quella di Gesù risorto parte dalla chiesa di San Francesco, dalla parte opposta del paese. Le due statue si incontrano e si “baciano” in piazza Cattedrale tra uno scrosciare di battimani accompagnati dal suono della banda. La folla è immensa. Questa antica processione mantiene ancora viva una tradizione religiosa che ha avuto origine probabilmente dai rapporti avvenuti durante la transumanza con il vicino Abruzzo.


18.04.2022 TROIA (FG)

L’unica Pasquetta col bel tempo di cui io abbia memoria è quella di 2 anni fa, quando si era tutti “ai domiciliari” causa Covid. Per il resto, il lunedì dell’Angelo lo ricordo sempre piovoso, o sferzato dal vento. Ovviamente oggi il meteo non ci smentisce e ci svegliamo sbatacchiati da una tramontana fredda che inviterebbe ad un veloce rientro a casa. Ma abbiamo scelto la vacanza e vacanza sia!

Cominciamo con una dolcissima colazione in pasticceria per apprezzare quantomeno il lato goloso di questa vita. 

In piazza Cattedrale a Troia c’è la pasticceria Casoli che custodisce la ricetta unica della “Passionata”, un dolcino con crema di ricotta (mucca, pecora e bufala) ricoperto di pasta di mandorla: una delizia capace di volgere al bello anche la più mesta delle giornate.

Tornati nel nostro van “Odisseo” cominciamo i preparativi per un pranzo che non sappiamo ancora quale piega andrà a prendere. L’unica certezza è che ci serve della carne da grigliare e la macelleria questa mattina è chiusa. Fortunatamente in nostro freezer riserva sempre qualche sorpresa e oggi ci propone un petto di pollo e quattro sostanziose salsicce lucane ripiene di peperone di Senise. Unica piccola difficoltà da affrontare: sono già le 11:00 del mattino e la carne è surgelata. Ci corre in soccorso il mini phon a 12 volt che ancora non avevamo capito a cosa potesse mai servire visto che non è in grado di asciugare la folta “criniera” rossa di mia figlia per cui lo avevamo acquistato. In 20 minuti, col phon ormai fumante, la carne è pronta per essere cotta. Il nostro lunedì dell’Angelo pian piano sta prendendo forma. Prossimo step da affrontare: la location.

Nell’area sosta camper di Troia c’è una piccola casetta in legno sempre chiusa dotata di un’ampia veranda coperta. Decido di chiamare la polizia municipale per chiedere il permesso di piazzarci sopra qualche tavolino e una ventina di sedie. Alla fine ne viene fuori una pasquetta degna di nota a base di uova sode, agnellino di pasta di mandorla tipico salentino, casatiello napoletano e “passionate” locali. Come ogni ritrovo improvvisato, è stato un ritrovo memorabile!

A sera ci rendiamo conto che la vacanza per noi volge al termine. Domani dobbiamo giocoforza rientrare in Salento. Ci sono gli zaini di scuola dei bimbi da preparare, e tante altre faccende da sbrigare prima di affrontare un mercoledì lavorativo. Ci consola solo il fatto che venerdì saremo di nuovo a bordo di “Odisseo”. Decidiamo di salutare la Città di Troia dal tavolo del “Borgo Antico”, la stessa pizzeria che ci ha ospitati giovedì scorso. 

Processione del Bacio Troia Foggia Puglia Pasqua

4.4.22

Week end a Fardella... e non solo!

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01 aprile '22


Siamo rientrati dalle vacanze domenica sera e lunedì mattina avevamo già organizzato un weekend in Basilicata che avrebbe previsto una prima tappa a Fardella. Area sosta Camper da Gennarino e cena a base di tagliata al ristorante da Biagio (pizzeria Novecento) insieme ad un gruppo di 7 altri camperisti salentini. Martedì comincio a controllare il meteo e prevedeva nuvole; lo ricontrollo mercoledì: pioggia. Ok, aspetta e spera! Venerdì mattina carico il van e aspetto che i bambini escano da scuola. Siamo pronti per partire. Apro i siti internet di 3BMeteo, IlMeteo, MeteoAM... Risultato? Prevista neve!

E cosa si fa in questi casi quando si è dotati di van con gomme m+s se non partire comunque?  Questa è la vacanza come piace a noi, quella da decidere strada facendo. Intanto si macinano chilometri, poi si vedrà.



Arriviamo a Fardella con una temperatura di 0 gradi e tanta di quell'acqua che comincio a pensare sia un pesce d'aprile. Stanchi e infreddoliti entriamo nella pizzeria di Biagio e lo splendido spirito della Lucania ci invade e ci scalda il cuore. Di fronte ad una tagliata di manzo e ad un buon litro di vino rosso, la vacanza prende il verso giusto. 

Area sosta Camper a Fardella (comune amico del turismo itinerante) con carico e scarico, elettricità, lavanderia, bagni e docce al costo di 5 euro. Coordinate 40,1130189, 16,1740734


02 aprile '22




Il forte vento mi sveglia alle 5 del mattino. Uscirei volentieri a sgranchirmi le gambe mentre tutti dormono. Apro il portellone giusto 2 centimetri e l'escursione termica mi fa quasi cambiare idea. Metto un piede a terra e scopro di essere nella nuova "piscina comunale di Fardella"; l'acqua mi arriva alle caviglie. Cambio definitivamente idea; l'appuntamento al bar con il resto del gruppo è alle 9. Mi rimetto al letto e sogno l'estate.

Alle 10:00 abbiamo già conosciuto la metà degli abitanti di Fardella (l'accoglienza lucana è impagabile!): il panettiere, la barista, il macellaio, la signora Vincenza...e siamo già zuppi di neve. Alle 12:00 diamo il via alle danze di un pranzo conviviale che durerà fino alle 15:00 con tanto di gestore dell'area sosta camper che viene a trovarci per farci dono di un ottimo salame della zona, di un fiaschetto di vino e di un enorme vassoio di peperoni cruschi di Senise. A questo punto il maltempo è passato in secondo piano. Dopo pranzo usciamo felici sotto la neve e andiamo a casa della signora Vincenza e di suo marito che ci aspettano per il caffè e per farci assaggiare un sorso di vino delle botti della loro cantina. 

Partiamo per Policoro con la promessa di tornare presto a Fardella, da Gennarino, Biagio e Vincenza.


P.s. Dopo cena, col rumore delle onde del mare in sottofondo, io e il mio compagno ci siamo sfidati a scala 40. Attenzione: quando usate uno scivoloso mazzo di carte nuovo di zecca, se avete il tavolino della dinette laccato lucido, controllate bene la pendenza del vostro mezzo altrimenti una carta su tre finirà puntualmente per terra a faccia in su.


Parcheggio gratuito a Policoro senza servizi in largo Enotria. Coordinate 40,1892118, 16,7179583


03 aprile '22



Ci svegliamo di buon ora sul lungomare di Policoro. Finalmente vediamo il sole e respiriamo tutti i 15 gradi che ci regala questa spiaggia che pare infinita. Un passo dopo l'altro, vaghiamo fino all'oasi WWF di bosco Pantano. "Una foresta sacra... dominata dal silenzio e dall'oscurità misteriosa che regna sotto le immense querce vecchie come il mondo... popolata da una folla pacifica di animali." (Richard de Saint-Non 1781)

Poco prima dell'ora di pranzo ecco che arriva una telefonata. Il resto del gruppo che era con noi a Fardella fino a ieri si sta spostando a Ginosa, in provincia di Taranto. A quanto pare il freddo e la neve alla fine hanno scoraggiato anche loro. Il tempo di mettere in moto Odisseo (il nostro van) e ci lasciamo alle spalle la Basilicata. Asia (la mia figlia maggiore) è entusiasta della scelta. Giusto poco fa, on line, ha scoperto che il castello di Ginosa è di costruzione normanna e fu voluto probabilmente da Roberto il Guiscardo intorno al 1080... è proprio la lezione di storia che sta studiando per l'interrogazione di domani... Quale miglior modo per fare colpo sulla prof se non arrivare in classe con una foto che dimostri di aver approfondito la lezione "sul campo"?

Subito dopo pranzo ci mettiamo subito in marcia.

Dal centro storico alla gravina, scopriamo diverse case-grotte e chiese rupestri. Arroccato su di una rupe, inglobato al costone della gravina, troviamo il castello. 

Concludiamo qui il nostro weekend. Da domani potremo cominciare a pianificare il prossimo.


Area sosta camper comunale gratuita a Ginosa  in via Palatrasio 22

Coordinate 40°34'22.4"N 16°45'41.1"E


30.3.22

1500 km di felicità in 7 giorni

Camper van caffè moka
Dieci anni e due figli dopo, si riparte in van. Sicuramente dal 2 al 4 posti letto abbiamo perso un pò di agilità, ma l’entusiasmo è lo stesso di una volta. Il nostro ODISSEO è un Challenger Vany 114 max start edition di 5,99 metri del 2022. Lo abbiamo ritirato a 1270 chilometri da casa e, se l’occasione fa l’uomo ladro, la distanza lo fa subito viaggiatore! Ci imbarchiamo allora per la nostra prima ODISSEA da Cuneo a Lecce, un buon banco di prova per provare il nuovo mezzo.

 

21.03 COSTIGLIOLE SALUZZO (CN)

Il nostro Odisseo è finalmente fuori dal concessionario!


Famiglia Camper Van Costigliole Saluzzo Cuneo Piemonte Panchina gigante


Noi abbiamo tutto l'entusiasmo del primo giorno e la carica che solo un nuovo inizio sa regalarti. Nel nuovo van abbiamo addirittura una doccia!!!

L' avventura parte da qui, alle porte di Cuneo, con il van nel parcheggio comunale gratuito (coordinate 44.563008, 7.487178 ) pronto per essere allestito in fretta e furia con il minimo indispensabile per affrontare una settimana senza troppe sorprese.

Il viaggio verso la nostra personalissima Itaca ha inizio con una lunga passeggiata alla scoperta di questo comune del saluzzese all'imbocco della Valle Varaita, definito il paese dei tre castelli.

Lungo le strade del borgo medievale, su fino al castello rosso, fra affascinanti scorci su un panorama unico, attraversiamo frutteti e saliamo dolcemente fino alla panchina gigante. Da qui possiamo iniziare a pianificare le prossime tappe. 

 

22.03 ALBA (CN)


Alba  Cuneo Piemonte Camper Van

Di buon mattino ci mettiamo subito in viaggio verso Alba, con la speranza che guidare un mezzo lungo 6 metri e alto 2,60 non significhi per noi ammaccare la segnaletica verticale, devastare fiancate delle auto in sosta o peggio ancora potare malamente qualche albero vedendo volare il pannello solare dallo specchietto retrovisore o buttare giù qualche balcone con annessa vecchietta affacciata. Arriviamo al parcheggio nei pressi degli stabilimenti Ferrero ( coordinate 44.703686, 8.028623 ) sani, salvi e sollevati. Il Fiat Ducato 2.2 Mjet3  da 140 cavalli si lascia guidare con una maneggevolezza sconcertante.

 

Alba Cuneo Piemonte Camper Van
Vagando fra i vicoli del centro storico nella città delle cento torri, il profumo di cioccolato caldo e zucchero fuso entra prepotente nel naso. Sarà che Alba è famosa per il tartufo e i vini, ma a noi sa soprattutto di Nutella!

Dopo una passeggiata e qualche foto ricordo ci prepariamo subito per la prima deviazione dal naturale tragitto che ci condurrebbe dritti dritti a sud fino a casa. In fondo il van è il mezzo perfetto per improvvisare una deviazione dopo l’altra! Così, dopo pranzo, si riparte subito. Questo mezzo fa venir voglia di guidare!

 






23.03 BREGNANO, ROVELLASCA (CO)


Bregnano Rovellasca Como Lombardia Parco del Lura Camper Van


Dopo qualche ora di delirio sulla tangenziale di Milano in orario di punta, arriviamo a Bregnano (CO), fiduciosi di trovare un parcheggio comodo e dimentichi di non avere più sotto ai piedi il vecchio VW Joker T3 lungo 4 metri e mezzo scarsi e stretto un metro e ottanta circa. Tentiamo le strisce bianche parallele alla carreggiata ( coordinate 45.690958, 9.054253 ), in fondo ci siamo ripromessi di provarle tutte prima di affrettare ogni tipo di giudizio. Con le ruote posteriori fuori dalle strisce più o meno ci stiamo. Facciamo gli scongiuri, confidiamo nella comprensione del vigile urbano di turno e scendiamo tutti e quattro dallo sportello anteriore lato guidatore (l’unico rimasto accessibile).

Ci siamo dotati di van per regalarci vacanze "comode"... Come non detto! 

Parco del Lura Como Lombardia Camper Van

E per scomodarci ancor di più, masochisticamente cominciamo a camminare inconsci della quantità di chilometri che ci aspettano. Da Bregnano a Rovellasca andata e ritorno a piedi nel parco del Lura di chilometri ce ne sono 11! E 11 chilometri dopo, voglio solo tornare al parcheggio e restarci! 

Stanchi ma felici, la camminata è stata sì sfiancante ma anche molto molto appagante.

Se si scende nella valle della Lura da Lomazzo o da Bregnano, la dimensione urbana lascia il posto ad una dimensione agreste, nel verde e nella quiete, che è ormai in via d'estinzione, almeno da queste parti. Lungo il fiume non vi sono strade, si può passeggiare solo a piedi o in bicicletta. Il miracolo del silenzio e della pace prende subito il sopravvento. Ci sono boschi di querce e di robinie, campi coltivati e colline moreniche: verde e azzurro tutt’intorno.

Crollati a causa della stanchezza, trascorriamo la notte sugli stalli bianchi con le ruote che sporgono fuori dalle strisce nella tranquillità più assoluta e la mattina seguente siamo pronti per qualche altra ora di viaggio.

 

Questo è ciò che si fa quando si è indecisi se sia meglio una casa al mare o una in montagna, quando non si sa se preferire un tramonto sulle Alpi o un'alba sull'Adriatico.

 

24.03 BELLARIA-IGEA MARINA (RN)


Porto Mario Igea Marina Camper Village Van Emilia Romagna Rimini BEllaria

 

Spiaggia Igea Marina Bellaria Rimini Emilia Romagna Camper Van
Sempre della serie “proviamole tutte”, noi convinti sostenitori della sosta libera, prenotiamo una piazzola in un’area sosta camper superattrezzata sul lungomare di Igea Marina. 

Morale della favola: a parte un carico e scarico d’acqua che avrebbe potuto tranquillamente attendere e due paia di calzini lavati in tutta comodità nei lavatoi del camper village, non abbiamo approfittato di nessuno dei servizi offerti nel prezzo, nè dello scarico acque grige direttamente in piazzola, nè dell’allaccio all’energia elettrica.

Abbiamo trascorso una notte tranquillissima e ci siamo goduti l’alba sull’Adriatico sempre più convinti di aver scelto il van giusto e sempre più forti della spartanità del nostro spirito vacanziero.

Con una cassetta wc thetford da 18 litri, un serbatoio per le acque grigie da 90, un pannello solare e una bombola di gas da 5 kg, in quattro persone abbiamo autonomia per un intero week end.

(Porto Mario - Family Village Via Alfonso Pinzon, 310 a, 47814 Igea Marina RN)

 

 

25.03 CORINALDO (AN)


Corinaldo Ancona Marche Comune amico del turismo itinerante Camper Van Area sosta

Corinaldo Ancona Marche Camper Van Comune amico del turismo itinerante

Lasciata Igea Marina, decidiamo di provare con un’area sosta in un Comune amico del turismo itinerante; ci mettiamo quindi in viaggio in direzione di Corinaldo.

La sorpresa al nostro arrivo è delle migliori. Provare per credere: un paradiso per i camperisti!

Area sosta dedicata esclusivamente ai camper immersa nel verde a pochissimi passi dal centro, servizi di carico e scarico, bagni pubblici ed elettricità, tavoli per pic nic, barbecue, piazzole ampie e pulitissime. Tutto gratuito! E i bambini possono giocare all’aperto in tutta tranquillità data la riservatezza dell’area.

Ovviamente ci fermiamo fino al giorno successivo, passeggiamo per le vie del paese natale di Santa Maria Goretti, gustiamo un buon caffè al bar e facciamo la spesa prima di ripartire. 

Corinaldo Ancona Marche Camper Van Comune amico del turismo itinerante
Si parla tanto di turismo responsabile, di destagionalizzazione, di servizi...

Se tutti i piccoli comuni gioiello di questo nostro stivale prendessero esempio, probabilmente il turismo responsabile diventerebbe realmente una fonte di sostentamento per le comunità e una gioia per i viaggiatori.

 

Passeggiando lungo le mura, fra piombatoi, saettiere, feritoie, camminamenti di ronda e torri, fino alla casa di Scuretto e al pozzo della polenta, Corinaldo è un borgo che sa incantare, far sorridere e a tratti addirittura commuovere per la sua bellezza.

(Area sosta camper comunale in Via Pecciameglio, Corinaldo)


 


26.03 TROIA (FG)


Troia Foggia Camper Van Puglia

Il Dolcetto d'Alba comprato ad Alba e stappato ad Igea Marina è finito a Corinaldo accompagnato da due ottime salsicce secche. Decidiamo strada facendo che oggi è il giorno giusto per una sosta a Troia prima di tornare a casa… che in fondo di tornare a casa non abbiamo proprio voglia!  E chissà che una bottiglia di Nero di Troia domani non accompagni un buon pranzo a base di bombette a Cisternino.


Troia Foggia Camper Van Puglia

Vagando fra i vicoli della perla dei monti Dauni, il comune che da il nome al famoso vino nero, il borgo del pancotto e della suggestiva processione delle catene, lo sguardo si perde sulle alte volte della cattedrale inondata dalla luce che entra dall'insolito rosone ad 11 raggi. Il van è parcheggiato a meno di 300 metri da questo caratteristico centro storico, in un'area sosta comunale tranquilla e gratuita, dotata di tutti i servizi. Sicuramente una sosta da non perdere in provincia di Foggia.

(Area sosta camper service comunale in Via Sant'Antonio, 62, Troia)

 

27.03 CISTERNINO (BR)


Cisternino Brindisi Puglia Area sosta camper comunale Camper Van

Cisternino Brindisi Puglia Camper Van
Oggi, tra i Borghi più belli d`Italia, abbiamo scelto Cisternino. Domani i bambini rientreranno a scuola, ma noi non vogliamo proprio staccarci dal nostro ODISSEO! Questa prima vacanza va goduta fino all’ultimo istante, va vissuta e scoperta in ogni scorcio di ogni centro storico e in ogni sguardo che si perde all’orizzonte.

Cisternino merita sicuramente una visita e una lunga passeggiata. Un susseguirsi di scorci autentici affacciati sulle Murge, in Valle d`Itria fra ulivi monumentali e trulli, il paese è tutto da scoprire: un crogiuolo di vicoli, stradine e palazzi da cui lasciarsi incantare. Al calar del sole salutiamo così il nostro ultimo giorno di questa prima vacanza. In meno di due ore siamo a casa, nel cuore della Grecìa Salentina, in provincia di Lecce. Abbiamo percorso 1500 chilometri di felicità in 7 giorni.

(Parcheggio comunale in Via Martina Franca, 28, Cisternino)


Odisseo Camper Van


LA DANZA DEI FENICOTTERI

  21-22.05.2022 TORRE COLIMENA - MANDURIA (TA) Il nostro van “Odisseo” oggi compie due mesi e cinquemiladuecento chilometri. Lo festeggiamo ...